Il motivo per cui avviamo frequentazioni che, nel giro di poco, si rivelano sbagliate è che non facciamo, all’inizio, le valutazioni giuste.

Partiamo dal presupposto che tutte al primo appuntamento ci facciamo un’idea dell’altro. Ciò che vorrei invitarti a fare è evitare di giudicare qualcuno al primo appuntamento sulla base di aspetti superflui del suo comportamento – come la galanteria nei tuoi confronti, le parole carine, il fatto che offra o meno la cena – e concentrarti su altre variabili. Precisamente, le tre capacità relazionali di base: quelle sulle quali si può avviare – se l’interesse è reciproco – una frequentazione sana e tra pari. Mi riferisco alla:

  • presenza: capacità dell’altro di essere autentico e attento con te;
  • empatia: capacità dell’altro di identificarsi in te senza perdere il proprio senso di sé;
  • trasparenza: capacità dell’altro di essere onesto nello scambio di informazioni e sentimenti.

Nella Microeconomia della vagina, si definisce VPA (Valutazione da Primo Appuntamento), l’attività cognitiva mirata a elaborare un’osservazione sulle capacità relazionali di chi hai davanti, la prima volta che vi vedete.

La prima volta che vedi qualcuno è il momento migliore per farlo: sei lucida e non ancora coinvolta né carica di chissà quali aspettative. Nessuna di noi vorrebbe impelagarsi in una frequentazione e scoprire – quando ormai è già coinvolta e farebbe fatica a uscirne – di avere a che fare con qualcuno che non ascolta e non ha empatia, che non sa esprimere le proprie emozioni, che dice e fa cose per circostanza e non per sentimento.

Ricorda! La VPA va applicata solo al primo appuntamento.

Ricorrere alla VPA non significa giudicare dalle apparenze e neanche psicoanalizzare l’altro: significa piuttosto considerare il rapporto con chi hai davanti in base a come ti senti con lui e a come lo senti sincero nello scambio con te. Senza perdere subito la testa.

 I PARAMETRI DI VALUTAZIONE

La VPA viene eseguita secondo i seguenti parametri:

    • Impegno rispetto all’appuntamento (tenace – adeguato – opportunistico – scarso)
    • Metodo di comunicazione (aperto al dialogo – flessibile – rigido – chiuso)
    • Livello di partecipazione (propositivo – sollecitato – passivo – di disturbo)

1.Impegno rispetto all’appuntamento

Si valuta nella fase di organizzazione dell’incontro. Immagina di aver appena detto di sì a un invito a uscire con lui. La valutazione è positiva da adeguato in su.
Impegno tenace: lui ti propone una data vicina, pensa a un posto che potrebbe piacerti perché ci tiene a vederti contenta, ti chiede di vedervi già in prima serata. Una volta fissato l’appuntamento, continua a scriverti ogni giorno.
Impegno adeguato: ti propone una data vicina e ti chiede se conosci un posto “comodo” per entrambi, in base alla distanza. Ti chiede se preferisci vedervi in prima o seconda serata. Continua a scriverti di tanto in tanto dopo aver fissato l’incontro.
Impegno opportunistico: cerca di piazzarti in tarda serata (dopo le 23), non ti propone alcun posto e magari sta già pensando di dirottarti verso casa sua. Si fa risentire il giorno stesso del vostro appuntamento per accertarti che tu ci sia.
Impegno scarso: ti propone di vedervi, tu accetti e lui sparisce nei giorni successivi una volta raggiunto l’obiettivo. Sei tu a doverlo contattare per organizzarvi, mentre ti continua a rispondere a monosillabi. Che vi vediate oppure no, per lui è quasi indifferente…

2.Metodo di comunicazione

Finalmente arrivate all’appuntamento, l’una davanti all’altro, e avete modo di rapportarvi senza interferenze. Valutazione positiva da flessibile in su.
Aperto al dialogo: ti ascolta e si mostra realmente interessato a quello che dici, fa domande, ti parla di sé. Non guarda mai il cellulare. Aprite una parentesi dopo l’altra, la comunicazione è nel flusso e ti fa perdere il senso del tempo per quanto ti senti accolta e a tuo agio.
Flessibile: ti ascolta e interagisce vivacemente con quello che dici, fa domande ma non parla molto di sé. Non guarda il telefono ma neanche spegne la suoneria. La comunicazione è discorsiva e continuate a parlare dello stesso argomento con interesse. Vi divertite.
Rigido: è più interessato a dire la sua opinione che a interagire con la tua, fa domande ma solo per ribattere, non ti dice nulla di veramente personale. Ha il cellulare davanti, anche se per principio non lo guarda. La conversazione procede a blocchi di argomenti, rigidi come lui e tutti che durano poco.
Chiuso: non ti ascolta, non dice la sua, devi quasi togliergli le parole di bocca, mentre ti sforzi di trovare un  nuovo argomento. Guarda il telefono nei silenzi in cui cade la conversazione. Continui a domandarti perché sia uscito con te. La comunicazione è pressoché inesistente.

3.Livello di partecipazione

Quanto senti che l’altro è vero nei tuoi confronti? Quanto lo vedi coinvolto realmente e quanto ti sembra gentile per secondi fini? Valutazione positiva da sollecitato in su.
Propositivo: Ti fa complimenti perché li sente, non per scena. E’ spontaneo nelle buone maniere. Se offre di pagare lui, è per il piacere di farlo e senza doppi fini. A fine incontro ti dice già che gli piacerebbe rivederti. Il giorno dopo ti scrive, per farti capire che terrebbe a conoscerti di più.
Sollecitato: E’ sincero ma un po’ impacciato: cerca di capire se ti interessa prima di sbilanciarsi e mostrarsi interessato. Se offri di pagare la tua parte, teme di non interessarti. A fine incontro ti bacerebbe ma tentenna e perde il momento. Il giorno dopo ti scrive e ti propone di rivedervi.
Passivo: Non riesce a mostrare né il suo interesse né la sua personalità. Non è finto ma impersonale. Ti asseconda e lascia che sia tu ad animare l’incontro. Si mostra indifferente a ogni emozione condivisibile. Il giorno dopo aspetta che sia tu a riscrivergli.
Di disturbo: Spavaldo, costruito, decisamente montato. Ti riempie di complimenti ancora prima di vederti ma non sono sentiti. Gli interessa conquistarti più che conoscerti. Hai la sensazione di dialogare con un poster di Brad Pitt. Qualsiasi suo gesto ha un doppio fine, al punto che quasi ti irrita. E’ nella testa, non nel cuore. Ti riscrive qualche giorno dopo l’incontro, giusto per ritentarci.

OSSERVA, VALUTA, VIVITELA

Se la valutazione è positiva per tutti e tre i criteri, con buona probabilità hai davanti una persona che è realmente interessata a conoscerti e che è potenzialmente in grado di relazionarsi in modo equilibrato e sincero. La VPA non ti dice che tra te e lui andrà avanti con successo ma che in lui ci sono le capacità relazionali di base. A te la scelta ora, se vivertela o meno!

M.d.v

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