M.d.v. sta per “Microeconomia della vagina”. La microeconomia è una materia, o meglio: è una branca dell’economia. La microeconomia ha come oggetto di studio il comportamento economico degli individui e il modo in cui questi cercano di risolvere il problema che da sempre affligge l’umanità.

La scarsità delle risorse.

La microeconomia della vagina è una branca dell’economia del sentimento. Ha come oggetto di studio il comportamento degli individui nelle relazioni e il modo in cui questi proverebbero a ovviare al problema affettivo più frustrante.

Non sentirsi mai completamente soddisfatti.

Nel 2006 mi iscrivo alla Bocconi. Io e l’economia sembriamo non avere ancora molto a che spartire. Dieci anni dopo, una sera d’estate, durante un aperitivo tinderiano, conosco un ragazzo. Manager, single e insoddisfatto.

– Ho 34 anni e ancora non ho una fidanzata. Frustrante, sto per comprare casa e andrò a viverci da solo
– E accoppiati allora! (Lo provoco scherzando, è un bel ragazzo, non farebbe fatica)
– Ma io non voglio accoppiarmi: voglio innamorarmi davvero. (Pausa) Perché non ci innamoriamo più?
– Il mercato è cambiato (Il mercato è cambiato? Lucrezia ma che risposta dai?)
– Con tutta questa domanda e offerta che c’è in giro… (continua lui, anche lui bocconiano)
– Lo so, lo so. Non sappiamo cosa vogliamo e, anche se lo sappiamo, quello che ci dà l’altro non ci soddisfa completamente. La curva di domanda e quella d’offerta non si incontrano più (Lucrezia ma stai parlando in termini economici, proprio tu?!) e se si incontrano, il valore dell’incontro è quasi uguale a zero: siamo sempre meno soddisfatti delle nostre relazioni…

Tornando a casa, ripenso a questo scambio. Ho appena consolato un manager di 34 anni (a cui non manca nulla) infelice perché sta per comprar casa e non ha una fidanzata con cui andare a viverci.
A un certo punto del discorso, lui si è sentito come un piccolo ingranaggio di un sistema più grande che stava andando a rotoli. Non erano più le sue relazioni a non aver funzionato, non era più lui il “colpevole”: erano le relazioni del sistema intero che stavano traballando!

Anche io, come il manager trentaquattrenne e ciascuna di voi, sono un ingranaggio di un sistema più grande. Aprire un blog avrebbe facilitato le cose, ci avrebbe connesso. E gli ingranaggi connessi, si sa, funzionano meglio.

Vorrei provare a riflettere, insieme a voi, sui motivi per cui le relazioni di oggi non ci soddisfano più (o comunque sempre meno). Che cosa ci manca? E’ possibile riuscire a costruire e mantenere relazioni soddisfacenti nel tempo? O, prima o poi, siamo destinate a cercare ciò che ci manca nella relazione altrove, oppure a salutarci definitivamente?

Facciamo che ci riflettiamo insieme, passo dopo passo.

Da domani però, oggi è un altro giorno.

M.d.v.

 

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