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Perché ci innamoriamo di chi mai avremmo previsto

A causa della S.P.A. (Sindrome da Sindrome Azzurro), fin da bambine iniziamo a fantasticare sul modello di uomo ideale che ci starà accanto. Di tanto in tanto, a seconda della nostra fase di vita, riaggiustiamo il modello. Così, se a 5 anni aspiravamo a Ken, crescendo troviamo nuovi riferimenti.
Ricordo che da piccola mi piaceva Aladin (del cartone animato) mentre alle medie guardavo con ammirazione il calendario dei calciatori in camera. Specialmente Del Piero e Cannavaro, domandandomi con quale dei due alla fine mi sarei fidanzata.
Poi è arrivato in TV Dawson Creek, il telefilm. Dawson era perennemente insicuro, al punto che sembrava quasi intellettuale per quanto era preso dai pensieri della sua testa. Mentre Pacey era pratico e dolce: tutto ciò che Joy avrebbe potuto da subito avere, se non fosse stata nel dubbio perenne pure lei. Riconosco che anche io in certi momenti non sapevo chi preferire, tra Dawson e Pacey.

Cresciamo con l’idea di un potenziale principe azzurro e, tra personaggi famosi e vari film in TV, con altrettanti modelli di uomini su cui fantasticare. Prendendo spunti un po’ qua e un po’ là, arriviamo da adulte ad aver tracciato un vero e proprio profilo personalizzato di uomo ideale… che non esiste. Alto ma non troppo, magro ma non gracile, sicuro di sé ma non prepotente, bravo in cucina ma non fanatico, passionale ma che ci capisca, sensibile ma non fragile, premuroso ma non paterno, magari con un certo tipo di lavoro e altre determinate caratteristiche.
Ognuna di noi ha il suo uomo perfetto nella testa.
Poi, arriva la realtà. Ci innamoriamo di qualcuno che ci ricambia e ci accorgiamo che ha poco a che vedere con il modello di uomo a cui avevamo auspicato. Magari volevamo un tipo sportivo e finiamo con una persona che è tutto fuorché sport-addicted. Oppure preferivamo un manager di successo e ci coinvolgiamo di un pittore. O, ancora, avevamo in testa un uomo con un determinato carattere e siamo attratte da qualcuno che ne ha tutt’altro.

Allora come mai ce ne siamo innamorate? Che ci piaccia o no, l’amore nella realtà non segue modelli: per questo, se vogliamo riconoscerlo, dobbiamo lasciar perdere quelli che abbiamo in testa. Non si tratta di trovare qualcuno che soddisfi tutti i requisiti presenti nella nostra lista, ma di riconoscere chi può toccarci il cuore e restarci.

Non ci innamoriamo di chi crediamo di aver bisogno ma di chi abbiamo realmente bisogno.

A volte si tratta solo di dare una possibilità a chi mai avremmo previsto. Scartiamo spesso qualcuno superficialmente perché non segue le linee del nostro ipotetico modello. E se quella persona potesse riservarci delle sorprese? E se fosse quella giusta, ora, per noi? E se valesse il gioco essere meno rigide?

Quando conosciamo qualcuno è come quando lanciamo un dado: è un esperimento che può portare a più risultati. Non possiamo prevedere con certezza come tra noi e lui evolverà ma possiamo metterci in gioco, se siamo disposte e ispirate a farlo. E di lancio in lancio conoscere meglio l’altro, vedendo che cosa ne viene fuori. Senza troppe aspettative e premi in palio, per lo meno all’inizio.

M.d.v.

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