L’amore esiste, sempre. Solo che, a volte, è nella nostra testa. Come quando amiamo qualcuno perché amiamo l’idea di amarlo e di essere, a nostra volta, amate. Allora l’amore diventa un’illusione. O meglio, un teorema.
Credevo anch’io di aver trovato la persona giusta. Quella con cui essere me stessa, progettare un futuro insieme, esprimere i miei bisogni, essere felice. Eccetera, eccetera, eccetera. Ma non basta crederci, neppure immaginarselo.

L’amore arriva quando non ne hai più bisogno, e smetti di aspettarlo.

Finché ti serve amore, ti arriva altro. Magari tutta la nevrosi del mondo. Ma l’amore (vero), quello no. Forse qualche vaga somiglianza…
Passiamo la maggior parte della vita a sentirci incomplete. Divise, a metà. Pensando di sapere di cosa abbiamo bisogno, cerchiamo l’altra metà al di fuori di noi: negli altri. Vogliamo trovare “la persona giusta”, quella che chi farà sentire realizzate e complete nella vita. Incrociamo qualcuno che ci piace e ci convinciamo che la ruota dell’amore stia girando (finalmente!) anche per noi e che sia il turno della nostra felicità. Come se fosse indispensabile avere qualcuno da amare e da cui essere amate per essere felici.

Ci carichiamo di aspettative. Le aspettative all’inizio sono più facili da soddisfare.

Poi la relazione va avanti: i bisogni crescono, le aspettative anche. E’ successo anche a me, nella mia ultima relazione. Io e l’altro siamo andati a mille con la fantasia e le aspettative, provando ad accontentarci a vicenda (in fondo non volevamo altro che renderci felici). Abbiamo cominciato a pensare al futuro insieme. Convivenza, poi matrimonio (ma solo se lo si vuole entrambi!). E la casa sul lago? E i figli, quanti? Magari anche un cane. Senza capire come siamo diventati come i criceti, che corrono sulla stessa ruota.

Ci siamo sforzati, abbiamo dato il meglio pensando l’una al bene dell’altro. Ma all’altro tutto questo darsi da fare non bastava per sentirsi “completo”, interamente amato, veramente compreso e soddisfatto. Un giorno, la ruota si è fermata e ci siamo accorti che non stiamo andando da nessuna parte. Nonostante le fatiche e gli sforzi reciproci, né io né l’altro eravamo più soddisfatti della relazione.

Da un giorno all’altro quello che consideriamo un grande amore svanisce.

Fine della magia, o meglio del teorema.

Resteremo sempre delusi dalle nostre relazioni se le carichiamo di aspettative troppo grandi e continuiamo a cercare la nostra metà negli altri. Questo accade  è destinato a ripetersi di relazione in relazione, fino a quando non accettiamo che nessuna persona potrà farci sentire complete.

Soltanto quando iniziamo ad amare noi stesse interamente e per quelle che siamo, possiamo sentirci amate a nostra volta. Allora ci accorgiamo che l’altra metà è lì dove è sempre stata: dentro di noi.

Torniamo a sentirci “una”, e non più “mezza”. Complete e non più da completare.

L’amore vero – evoluto e svincolato da bisogni da accontentare – può realizzarsi soltanto tra persone adulte che si sentono complete. Persone che si accettano, interamente e reciprocamente, amando se stesse e l’altro per quel che si è. Non tra parti o copioni che si incastrano.

Siamo nate intere, non ci serve alcuna metà.

M.d.v.

 

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