Anno 2013. Vado a trovare un mio amico bocconiano nella famigerata “aula fumo” della Bocconi. Gli racconto di una frequentazione che ho chiuso da poco con un tipo che è un indeciso cronico. Quando ecco che, parlando, mi sale voglia di gelato. Noto allora che sul distributore di gelati Algida, presente in aula, qualcuno ha aggiunto col pennarello una scritta: “… & FRIGIDA”

C’erano una volta Algida e Frigida.

Algida era un tipo per bene, a prima vista sicuro di sé. Sapeva cosa voleva dalla vita (diceva così). Fino a quando non glielo chiedevano: a quel punto non lo sapeva più ed entrava in panico. Insomma: capacità decisionale pressoché nulla.

Frigida era una tipa sulle sue, fragile e rigida: dava poca confidenza agli estranei e diffidava di tutti gli uomini. Soprattutto di quei pochi le piacevano.

Un giorno, Algida incontrò Frigida per strada.

“Che bella che sei”

“E questo cosa vuole da me?” – pensò Frigida.

Algida stava quasi per baciarla quando Frigida drizzò la schiena: “Io non sono una che baci per strada!”

“Sei bellissima” – incalzò Algida.

“Si ma cosa vuoi da me?”

Alla domanda “Cosa vuoi?” Algida si bloccò.

In quel momento passava per strada Sammontana, famosa a tutti per la sua generosità in fatto di concessioni intime. “Quanti problemi che vi fate! Non pensateci troppo!”.

“Meglio se vado anche io…” – disse Algida a Frigida – “Non so bene cosa voglio. Ci penso e torno: mi aspetterai?”

Da allora nessuno rivide più Algida.

Voci di quartiere dissero di averlo visto allontanarsi con Sammontana quello stesso giorno. Pare che i due avessero aperto insieme un’attività di gelati e che tutto fosse filato a gonfie vele. Fino al giorno del matrimonio: a quel punto – chissà perché – vite e attività si separarono.

Passò qualche anno.  Come faceva tutti i giorni, Frigida stava ripercorrendo la strada in cui Algida l’aveva abbandonata, quando vide esposto fuori al bar un marchingegno nuovo.  “Non lo conosci?” – disse il barista – “E’ un distributore di gelati Algida” .

“Bene! Scriverò il mio nome accanto al suo.” – pensò Frigida. “Così, se mai lo vedrà, capirà che sto ancora aspettando le sue scuse.” E, prendendo in mano un pennarello nero, aggiunse “… & Frigida” accanto alla scritta “Algida”.

“Quanti problemi che ti fai ancora!” – si sentì urlare da dietro. Era Sammontana, tornata quel giorno in paese. “Se avessi fatto come te, mi sarei già sciolta da tempo per il dolore. Invece guardami! Sono di ghiaccio, ed ecco il successo che ho.”

“Il tuo successo è una corazza e si scioglie comunque”, le rispose Frigida mettendo al sole un ghiacciolo preso dal distributore.

Sammontana rimase così colpita dal gesto che iniziò a sciogliersi, insieme al gelato. “Non volevo offenderti Frigida…” – ormai aveva le lacrime agli occhi. “La verità è che io e Algida eravamo felicissimi insieme, fino al giorno del matrimonio.”

“Cosa è successo?”

“Quando il prete gli ha chiesto se voleva prendermi in moglie, lui ha avuto una crisi.”

“Cioè?”

“Mi ha detto che non sapeva più cosa voleva, che era confuso, che sarebbe andato a riflettere… che sarebbe tornato da me.”

“E tu?”

“Gli ho detto che lo avrei aspettato.”

“E lui?”

“Credo che stia ancora riflettendo.”

In quell’istante Frigida sentì dentro di sé un moto di solidarietà femminile.

“Ti va di parlarne mentre mangiamo un gelato?”

“Va bene, ma non i suoi. Andiamo da me!”

Dopo 20 gelati dopo, Frigida e Sammontana erano diventate amiche.

E Algida, direte voi? Voci dicono che tornò da Sammontana qualche mese dopo e che venne respinto. Non sapendo dell’amicizia ormai nata tra le due, cercò consolazione da Frigida che lo accolse così:
“Non cerco più le tue scuse. Tanto meno mi aspetto che tu sappia cosa vuoi. Un dubbio però devi togliermelo. Le frasi senza senso scritte sul Cucciolone… sono le tue, vero?”

La storia lo dimostra. Niente indispone una donna più di un uomo che non sa quel che vuole. O meglio: che lo sa ma che non vuole dirlo e non sa decidersi! 
Un gelato per raffreddare l’animo femminile, quando si surriscalda, ancora devono inventarlo. Chissà se sarà proprio Algida a brevettarlo: magari questo si che lo vuole!

M.d.v.

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